Il parent-training, ovvero percorso di
formazione dei genitori, ha lo scopo di insegnare strategie educative studiate
per far fronte alle specifiche problematiche di interazione e comunicazione dei
bambini autistici.
Tali percorsi di
formazione possono riguardare un’unica famiglia (con la presenza del bambino,
strutturare situazioni e individuare modalità adatte a insegnargli abilità), o
riguardare più famiglie che condividono problematiche simili.
In particolare il Parent training di gruppo coinvolge diverse coppie
di genitori (da 8 a 15 partecipanti) intorno all’approfondimento di un tema. Ha
una modalità mista tra corso teorico-pratico e gruppo di sostegno e
condivisione.
Significato della diagnosi e linee guida
d’intervento
Scopo del percorso è
quello di aiutare a comprendere le caratteristiche specifiche di una patologia
difficile da delimitare: non esistono esami biologici che ne attestino la
presenza né segnali fisici. Quali sono quindi i comportamenti che dipendono da
un diverso modo di approcciarsi al mondo e/o da difficoltà tipiche del disturbo
autistico e quali invece ascrivibili ad un normale processo di sviluppo?
Obiettivo è anche quello
di fornire orientamento rispetto alle linee guida per l’intervento abilitativo.
La collaborazione col bambino
Lo stile cognitivo dei
bambini autistici spesso li porta a leggere più facilmente le situazioni
concrete che le spiegazioni, i gesti, la mimica ed in generale le informazioni
non concrete provenienti dalle persone. Scopo del percorso è illustrare
strategie per “ottenere attenzione”, “dare istruzioni”, “collaborare”,
condizioni indispensabili per poter insegnare abilità al proprio figlio. Come
in ogni percorso di gruppo le strategie illustrate sono filtrate e supportate
dall’esperienza dei partecipanti.
Promuovere la comunicazione
La comunicazione ed il
linguaggio sono per definizione aree in cui le persone autistiche hanno
difficoltà. Un percorso rivolto ai genitori su questo tema ha lo scopo di
guidarli nel cogliere i comportamenti precomunicativi da potenziare: gli atti
di comunicazione spontanea che il bambino compie: l’obiettivo è quello di
aiutare i genitori a cogliere le potenzialità comunicativo-linguistiche del
proprio figlio. Durante il percorso saranno presentate modalità visive,
gestuali e concrete che possono supportare lo sviluppo della comunicazione e
del linguaggio.
Insegnare l’autonomia: strategie e
suggerimenti operativi
Le capacità di autonomia
delle persone autistiche possono svilupparsi lentamente a causa della
generalizzata difficoltà di apprendimento. Da adolescenti e poi da adulti tali
capacità sono quelle in grado di fare la differenza rispetto all’integrazione,
al supporto parziale o alla necessità di contesti e personale specializzato a
tempo pieno. Anche se il grado di autonomia che ogni persona raggiunge è
funzione di sue personali e variegate (cognitive, motorie, motivazionali)
competenze, nell’educazione di bambini autistici questo tipo di obiettivi ha
una priorità irrinunciabile. Il percorso ha lo scopo di illustrare tecniche
comportamentali declinandole di volta in volta in “procedure” in base agli
obiettivi dei partecipanti.
Favorire l’integrazione col gruppo dei
pari
L’ideologia
dell’integrazione è affascinante quanto pericolosa. Un bambino autistico
generalmente incontra difficoltà nell’essere “integrato” sia che questo
significhi apparire non diverso dagli altri, sia che significhi essere in relazione
con gli altri (problema che fa parte della sua disabilità). L’integrazione va
quindi pensata come un obiettivo da raggiungere, un qualcosa da costruire
mattone su mattone, che, a seconda dei casi e delle situazioni, passa
attraverso l’insegnamento al bambino autistico di abilità di gioco e
comportamentali, che facilitino la relazione coi coetanei e/o facendo leva sui
coetanei stessi dando loro spiegazioni e istruzioni.
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