mercoledì 8 febbraio 2012

Il parent training nell'Autismo: percorsi di gruppo


Il parent-training, ovvero percorso di formazione dei genitori, ha lo scopo di insegnare strategie educative studiate per far fronte alle specifiche problematiche di interazione e comunicazione dei bambini autistici.

Tali percorsi di formazione possono riguardare un’unica famiglia (con la presenza del bambino, strutturare situazioni e individuare modalità adatte a insegnargli abilità), o riguardare più famiglie che condividono problematiche simili.
In particolare il Parent training di gruppo coinvolge diverse coppie di genitori (da 8 a 15 partecipanti) intorno all’approfondimento di un tema. Ha una modalità mista tra corso teorico-pratico e  gruppo di sostegno e condivisione. 

Significato della diagnosi e linee guida d’intervento
Scopo del percorso è quello di aiutare a comprendere le caratteristiche specifiche di una patologia difficile da delimitare: non esistono esami biologici che ne attestino la presenza né segnali fisici. Quali sono quindi i comportamenti che dipendono da un diverso modo di approcciarsi al mondo e/o da difficoltà tipiche del disturbo autistico e quali invece ascrivibili ad un normale processo di sviluppo?
Obiettivo è anche quello di fornire orientamento rispetto alle linee guida per l’intervento abilitativo.
La collaborazione col bambino
Lo stile cognitivo dei bambini autistici spesso li porta a leggere più facilmente le situazioni concrete che le spiegazioni, i gesti, la mimica ed in generale le informazioni non concrete provenienti dalle persone. Scopo del percorso è illustrare strategie per “ottenere attenzione”, “dare istruzioni”, “collaborare”, condizioni indispensabili per poter insegnare abilità al proprio figlio. Come in ogni percorso di gruppo le strategie illustrate sono filtrate e supportate dall’esperienza dei partecipanti.
Promuovere la comunicazione
La comunicazione ed il linguaggio sono per definizione aree in cui le persone autistiche hanno difficoltà. Un percorso rivolto ai genitori su questo tema ha lo scopo di guidarli nel cogliere i comportamenti precomunicativi da potenziare: gli atti di comunicazione spontanea che il bambino compie: l’obiettivo è quello di aiutare i genitori a cogliere le potenzialità comunicativo-linguistiche del proprio figlio. Durante il percorso saranno presentate modalità visive, gestuali e concrete che possono supportare lo sviluppo della comunicazione e del linguaggio.
Insegnare l’autonomia: strategie e suggerimenti operativi
Le capacità di autonomia delle persone autistiche possono svilupparsi lentamente a causa della generalizzata difficoltà di apprendimento. Da adolescenti e poi da adulti tali capacità sono quelle in grado di fare la differenza rispetto all’integrazione, al supporto parziale o alla necessità di contesti e personale specializzato a tempo pieno. Anche se il grado di autonomia che ogni persona raggiunge è funzione di sue personali e variegate (cognitive, motorie, motivazionali) competenze, nell’educazione di bambini autistici questo tipo di obiettivi ha una priorità irrinunciabile. Il percorso ha lo scopo di illustrare tecniche comportamentali declinandole di volta in volta in “procedure” in base agli obiettivi dei partecipanti.
Favorire l’integrazione col gruppo dei pari
L’ideologia dell’integrazione è affascinante quanto pericolosa. Un bambino autistico generalmente incontra difficoltà nell’essere “integrato” sia che questo significhi apparire non diverso dagli altri, sia che significhi essere in relazione con gli altri (problema che fa parte della sua disabilità). L’integrazione va quindi pensata come un obiettivo da raggiungere, un qualcosa da costruire mattone su mattone, che, a seconda dei casi e delle situazioni, passa attraverso l’insegnamento al bambino autistico di abilità di gioco e comportamentali, che facilitino la relazione coi coetanei e/o facendo leva sui coetanei stessi dando loro spiegazioni e istruzioni.

Nessun commento:

Posta un commento