martedì 7 febbraio 2012

Perché leggere “con” i bambini?

Negli ultimi anni si è molto discusso sull’educazione alla lettura con i bambini e sull’importanza di abituarli precocemente a tale pratica. L’efficacia formativa dell’incontro dei bambini piccoli con il libro è stata dimostrata da vari studi (Lumbelli, Salvadori, 1977; Lumbelli, 1988; Cardarello, Chiantera, 1989; Catarsi 1999) secondo i quali esiste un nesso molto stretto tra l’abitudine alla lettura a partire dai primi anni di vita e lo sviluppo di una forte motivazione al leggere, nonché di una futura acquisizione della competenza della scrittura. I motivi sono molteplici in quanto la lettura «assume un impegno pedagogico sostanziale, infatti, questa attività può creare effetti positivi di vario tipo, che influenzano la crescita del bambino sul piano cognitivo, linguistico, emotivo e relazionale e costruisce le basi di un rapporto affettivo con il libro; creando l’abitudine all’ascolto e inducendo alla creazione di immagini mentali; potenziando il linguaggio; accrescendo il desiderio di imparare a leggere e rafforzando il legame affettivo lettore-ascoltatore» (Freschi, 2008). L’abitudine alla lettura è il risultato di un lento procedimento che dovrebbe iniziare il prima possibile e protrarsi per tutto l’arco della vita. Utilizzare dei libri di immagini che raffigurano storie e cose che interessano il bambino e lo coinvolgono in prima persona, gratificano la sua capacità di comprensione e di condivisione al punto che tale esperienza sarà da lui vissuta come un’attività piacevole. Grazie ai temi trattati nei libri (rabbia, collera, amore, tenerezza, ecc.) il bambino impara a riconoscere i suoi stati d’animo, identificandosi con i personaggi all’interno della storia. La lettura è quindi un elemento fondamentale di sviluppo della persona, non ci aiuta solamente a conoscere ed affrontare il mondo in cui ci troviamo ma ci fornisce anche gli strumenti per conoscere noi stessi.

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