Negli
ultimi anni si è molto discusso sull’educazione alla lettura con i
bambini e sull’importanza di abituarli precocemente a tale pratica.
L’efficacia formativa dell’incontro dei bambini piccoli con il libro è
stata dimostrata da vari studi (Lumbelli, Salvadori, 1977; Lumbelli,
1988; Cardarello, Chiantera, 1989; Catarsi 1999) secondo i quali esiste
un nesso molto stretto tra l’abitudine alla lettura a partire dai primi
anni di vita e lo sviluppo di una forte motivazione al leggere, nonché
di una futura acquisizione della competenza della scrittura. I motivi
sono molteplici in quanto la lettura «assume un impegno pedagogico
sostanziale, infatti, questa attività può creare effetti positivi di
vario tipo, che influenzano la crescita del bambino sul piano cognitivo,
linguistico, emotivo e relazionale e costruisce le basi di un rapporto
affettivo con il libro; creando l’abitudine all’ascolto e inducendo alla
creazione di immagini mentali; potenziando il linguaggio; accrescendo il
desiderio di imparare a leggere e rafforzando il legame affettivo
lettore-ascoltatore» (Freschi, 2008). L’abitudine alla lettura è il
risultato di un lento procedimento che dovrebbe iniziare il prima
possibile e protrarsi per tutto l’arco della vita. Utilizzare dei libri
di immagini che raffigurano storie e cose che interessano il bambino e
lo coinvolgono in prima persona, gratificano la sua capacità di
comprensione e di condivisione al punto che tale esperienza sarà da lui
vissuta come un’attività piacevole. Grazie ai temi trattati nei libri
(rabbia, collera, amore, tenerezza, ecc.) il bambino impara a
riconoscere i suoi stati d’animo, identificandosi con i personaggi
all’interno della storia. La lettura è quindi un elemento fondamentale
di sviluppo della persona, non ci aiuta solamente a conoscere ed
affrontare il mondo in cui ci troviamo ma ci fornisce anche gli
strumenti per conoscere noi stessi.
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